Da, molim za tebe, moja mala. Cerna molitva.
-Alì il chimico-
FAITH : DISEASE!
J.K.H.
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Stieglitz
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Laico da Udine

Continuasse cioè a respirare, tossire e sudare a mia insaputa.
Questo pomeriggio raggiungo il centro della città in cui sono nato, firmo la petizione del partito radicale a favore del testamento biologico, raggiungo la casa di riposo La Quiete, innanzi alla quale, pochi i presenti, intrattengo una piacevole conversazione con alcuni anziani militanti radicali su argomenti perlopiù tecnici, la tempistica del ddl, gli attacchi a Napolitano, la sovraesposizione mediatica venuta misericordiosamente a coprire la mancanza, da parte del governo, di una strategia coerente per fronteggiare la crisi. Poi, ritornatomene in centro, trascorro il pomeriggio in maniera vagamente piacevole.
All’ imbrunire, torno alla Quiete. Candele e bottiglie d’acqua, roba tetra. Svariati cartelli, scritti a mano, citano l’ Olocausto e la dolce morte impartita agli Ebrei.
Io so, per averlo studiato, che la chiesa cattolica non alzò un dito contro i crematori. Io so, per averlo studiato, che lo sterminio degli handicappati fu fermato dalla chiesa. Protestante.
Mi immischio, commento, provoco. Osservo. Una giovane ragazza, di cui ammiro il coraggio, contesta ai presenti la volontà di imporre alla maggioranza dei cittadini una visione minoritaria.
Finimondo. Un florilegio truculento esplode, di madonne piangenti e cuori che sanguinano.
-Aborto e matrimoni ai gay, quali altre porcherie contro natura volerci fare subire.-
Infilare del cibo nel naso di un cadavere è invece perfettamente naturale, all’ incirca quanto un’ arancia meccanica.
Una signora sui sessanta, cotonatura e accento del sud, dice alla giovane che se non la pensa come Loro, via! Quella dei matrimoni gay le dice di ammazzarsi lei, che “se si levano di torno da sé è tanto meglio”.
Lo vorrei spiegare. A tutti attorno a quei cartelli, ma soprattutto a quella dei matrimoni gay. A quella santissima puttana sui 50, la stessa esperienza di vita di una gallina ovaiola, la stessa efficienza riproduttiva e la stessa sagacia nell’ argomentare.
Io questa gente non la odio. Odio i fascisti di fiamma tricolore che ho visto in piazza poco prima, a protestare lo sbarramento al quattro per cento.
Ma io questa la gente non la odio. A me questa gente fa schifo.
Come mi farebbe schifo un insetto scoperto sul braccio svegliandomi di soprassalto. Li guardo frinire.
Tornato alla macchina trovo un volantino degli anarchici. Una lunga dotta speculazione sul come quell’ uomo stia strumentalizzando per puro cinismo, per attaccare i giudici e manomettere la Carta.
L’ oggetto della strumentalizzazione si intuisce appena, segno che neppure ai redattori diverta, quello che si stà consumando là dentro. Si direbbe che perfino gli scalmanati conoscano il pudore, anche se non tutti gli scalmanati, è evidente.
Continuasse cioè a respirare, tossire e sudare a mia insaputa – feticcio inconsapevole di sguardi affettuosi e pieni di una speranza impossibile, di prefiche disinformate e isteriche, di calcolate guerre di posizione.
GAYPRIDE LJUBLJANA



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